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25/05/2010

Dall'America un'idea per vendere i biglietti allo stadio

Ce lo vedreste voi un Milito o un Totti o un Del Piero o chi per loro che si fanno la loro fan page su Facebook offrendo biglietti scontati per la partita? Probabilmente no, ma in America, la terra delle mille meraviglie del Marketing, la cosa è realtà grazie ad Amare Stoudamire, l'atletica ala-centro dei Phoenix Suns, attualmente impegnati nelle finali di conference contro la corazzata Lakers, autore tra l'altro di una prestazione titanica in gara 3 l'altra sera.

Ma andiamo con ordine, cos'ha combinato il buon Amare? In pratica ha introdotto il concetto di group buying nel basket professionistico. Accedendo alla sua fan page su Facebook, gli utenti vedevano un pacchetto di biglietti per la partita a prezzo scontato: si trattava di biglietti messi in vendita in una finestra temporale limitata, con un prezzo che addirittura decresceva man mano che aumentava il numero degli acquirenti che arrivava ad acquistare. Questo è in sostanza il concetto del group buying, assicurare a chi compra in gruppo un prezzo più basso, reso possibile dai volumi che l'acquisto di gruppo porta.

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E si badi bene che stavamo parlando di una partita sold out in ogni caso, la più importante dell'anno disputata a Phoenix, non di una partita dove i padroni di casa potevano pensare di avere il problema di piazzare i biglietti.

OK, forse in questo caso sono intervenute considerazioni di tipo di equità sociale (con biglietti che arrivavano a costare 600$ è chiaro che tutta la popolazione non abbiente di Phoenix fosse impossibilitata ad assistere live alla partita), per cui il meccanismo del group buying probabilmente è stato più un modo per assicurare una più bassa barriera all'entrata per i relativamente meno abbienti che non uno stratagemma per fare il tutto esaurito, ma è chiaro che il meccanismo si presta benone anche quando lo stadio è vuoto, come accade nel 95% dei campi in Italia, e bisogna piazzare qualche biglietto in modo intelligente, in modo possibilmente non "diseducativo" come accade con i famosi biglietti omaggi ("perché pagare se ho sempre avuto il biglietto gratis?").

Complimenti ad Amare Stoudamire ed ai Phoenix Suns e chissà che qualche nostro dirigente/giocatore non decida di copiare l'idea per tornare a riempire un po' i nostri stadi deserti.

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